lunedì 3 dicembre 2007

Stoccolma 2 parte

Dopo aver dormito tutti e 5 in ostello (pagato dall'università, e avevamo un nostro appartamentino con cucina e doccia incluse) (vi lascio l'indirizzo se capitate a Stoccolma, è molto carino, attrezzato con internet e wi-fi, caffè e pasta gratis, 500 metri dalla stazione):

http://www.citybackpackers.se/index_eng/index.html
City BackPackers
Upplandsgatan 2A




Abbiamo visitato il Parlamento (almeno, se ricordo bene...)



Il Palazzo reale




La parte vecchia della città, già decorata per Natale



Abbiamo preso l'ascensore panoramico





Abbiamo visitato la Chiesta di Stora Torget con la statuta lignea di San Giorgio e il Drago, molto bella, e le ossa che si vedono nel drago e ai suoi piedi sono vere



Questi sono i canali davanti al Museo Nazionale





il museo Nazionale, con i dipinti del mio Carl Larsson *__*



Le opere di fronte al Museo di Arte Moderna



La metropolitana




Stoccolma è piena di opere di strada, abbondano le opere realizzate in maglia:














12 commenti:

  1. Carino il tuo reportage fotografico.
    Ormai non penso di essere più tipa da ostello (non mi ci vedo in ostello col paperotto)... ma prendo appunti, non si sa mai... Magari le responsabilità mi portano ad abbandonare tutto e tutti ^__^

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  2. Carino il tuo reportage fotografico.
    Ormai non penso di essere più tipa da ostello (non mi ci vedo in ostello col paperotto)... ma prendo appunti, non si sa mai... Magari le responsabilità mi portano ad abbandonare tutto e tutti ^__^

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  3. Carino il tuo reportage fotografico.
    Ormai non penso di essere più tipa da ostello (non mi ci vedo in ostello col paperotto)... ma prendo appunti, non si sa mai... Magari le responsabilità mi portano ad abbandonare tutto e tutti ^__^

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  4. Ciao Daniiiii!!!!!!
    Era un sacco che non passavo, mea culpa!:(((
    Sto recuperando però!;)
    Come te la passi? Bacioneeeee!!!
    Fede

    RispondiElimina
  5. Ciao Daniiiii!!!!!!
    Era un sacco che non passavo, mea culpa!:(((
    Sto recuperando però!;)
    Come te la passi? Bacioneeeee!!!
    Fede

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  6. Ciao Daniiiii!!!!!!
    Era un sacco che non passavo, mea culpa!:(((
    Sto recuperando però!;)
    Come te la passi? Bacioneeeee!!!
    Fede

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  7. Io sono curioso di sapere il significato delle opere a maglia come quelle che hai mostrato. Si tratta di un'usanza popolare? C'è qualche significato simbolico?
    Forse ne hai parlato da qualche altra parte nel blog, ma non ho ancora avuto il tempo di trovare il punto.

    Bye

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  8. Io sono curioso di sapere il significato delle opere a maglia come quelle che hai mostrato. Si tratta di un'usanza popolare? C'è qualche significato simbolico?
    Forse ne hai parlato da qualche altra parte nel blog, ma non ho ancora avuto il tempo di trovare il punto.

    Bye

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  9. Io sono curioso di sapere il significato delle opere a maglia come quelle che hai mostrato. Si tratta di un'usanza popolare? C'è qualche significato simbolico?
    Forse ne hai parlato da qualche altra parte nel blog, ma non ho ancora avuto il tempo di trovare il punto.

    Bye

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  10. Ciao Dani! E' un po' che non passavo - mea culpa -. Appena ho visto il tuo reportage su Stoccolma 2 (il ritorno) ho pensato di lasciarti un commento sulle "Opere d'arte di maglia", ora poi che vedo che anche moody è interessato ho un altro motivo per scrivere. Tutto inizio' qualche anno fa negli States, con un gruppo di persone che si sono reinventate "artisti di strada" dopo che non riuscivano mai a finire uno dei lavori a maglia che iniziavano. Hanno inizato a ricoprire maniglie, pali di cartelli stradali e chi più ne ha più ne metta. Oggi il movimento, conosciuto come Knitta, è in tutto il globo e coinvolge un sacco di persone che, spesso nottetempo, colorano la città coi loro lavori a maglia. A Stoccolma li ho visti apparire con l'arrivo del gelo.
    Tra queste Knitta, a Stockholm, ce n'è una speciale, che forse non sa nemmeno di questo movimento: è una signora che ogni anno confeziona cappellino e mantellina alla statua più piccola di Stoccolma, l'iron boy vicino al palazzo reale. Non appena cade la prima neve lei esce di casa e veste il ragazzino così che non prenda freddo.

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  11. Ciao Dani! E' un po' che non passavo - mea culpa -. Appena ho visto il tuo reportage su Stoccolma 2 (il ritorno) ho pensato di lasciarti un commento sulle "Opere d'arte di maglia", ora poi che vedo che anche moody è interessato ho un altro motivo per scrivere. Tutto inizio' qualche anno fa negli States, con un gruppo di persone che si sono reinventate "artisti di strada" dopo che non riuscivano mai a finire uno dei lavori a maglia che iniziavano. Hanno inizato a ricoprire maniglie, pali di cartelli stradali e chi più ne ha più ne metta. Oggi il movimento, conosciuto come Knitta, è in tutto il globo e coinvolge un sacco di persone che, spesso nottetempo, colorano la città coi loro lavori a maglia. A Stoccolma li ho visti apparire con l'arrivo del gelo.
    Tra queste Knitta, a Stockholm, ce n'è una speciale, che forse non sa nemmeno di questo movimento: è una signora che ogni anno confeziona cappellino e mantellina alla statua più piccola di Stoccolma, l'iron boy vicino al palazzo reale. Non appena cade la prima neve lei esce di casa e veste il ragazzino così che non prenda freddo.

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  12. Ciao Dani! E' un po' che non passavo - mea culpa -. Appena ho visto il tuo reportage su Stoccolma 2 (il ritorno) ho pensato di lasciarti un commento sulle "Opere d'arte di maglia", ora poi che vedo che anche moody è interessato ho un altro motivo per scrivere. Tutto inizio' qualche anno fa negli States, con un gruppo di persone che si sono reinventate "artisti di strada" dopo che non riuscivano mai a finire uno dei lavori a maglia che iniziavano. Hanno inizato a ricoprire maniglie, pali di cartelli stradali e chi più ne ha più ne metta. Oggi il movimento, conosciuto come Knitta, è in tutto il globo e coinvolge un sacco di persone che, spesso nottetempo, colorano la città coi loro lavori a maglia. A Stoccolma li ho visti apparire con l'arrivo del gelo.
    Tra queste Knitta, a Stockholm, ce n'è una speciale, che forse non sa nemmeno di questo movimento: è una signora che ogni anno confeziona cappellino e mantellina alla statua più piccola di Stoccolma, l'iron boy vicino al palazzo reale. Non appena cade la prima neve lei esce di casa e veste il ragazzino così che non prenda freddo.

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